coperitna di La morte di Céline
Dominique De Roux

La morte di Céline

A cura di Andrea Lombardi - Prefazione di Marc Laudelout

Traduzione di Valeria Ferretti
uscita aprile 2015
pagine 144
formato brossura – 14 x 21,5
ISBN 9788897012788


prezzo € 16,00

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«Come in altri tempi di una tristezza infinita furono Socrate, Seneca, Sade, Hugo… poco importa! così saranno perseguitati tutti gli IMPERDONABILI».

Pubblicata in Francia nel 1966 e qui tradotta per la prima volta in italiano, quest’opera dello scrittore, editore e agitatore culturale Dominique de Roux ha contribuito in maniera determinante a far sì che le visioni e l’opera di Louis-Ferdinand Céline non venissero seppellite con lui alla sua morte.
De Roux, all’epoca appena trentunenne, contribuì a togliere lo scrittore dall’oblio nel quale era stato relegato dopo la sua scomparsa e a legittimarlo letterariamente, suscitando l’inizio di una discussione critica che ancora oggi non accenna a fermarsi.
Un fondamentale saggio critico-letterario, un omaggio a Céline, una profonda e sofferta riflessione sullo stato della letteratura e sul conformismo degli intellettuali. La morte di Céline è un travolgente flusso di coscienza che ci permette non solo di scandagliare a fondo l’anima dello scrittore, veggente e narratore dell’Apocalisse, ma anche di fissare il nostro sguardo nell’abisso del XX secolo, che continua a proiettare le sue luci e le sue ombre sul nostro tempo e oltre.

 

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Dominique De Roux

Dominique-de-RouxDominique De Roux (1935-1977). Intellettuale precoce, scrittore e ragazzo prodigio dell’editoria francese, de Roux fu, non ancora trentenne, il creatore dei «Cahiers de l’Herne», una collana che riportò al centro della vita culturale scrittori dimenticati, maledetti o misconosciuti come Céline, Pound e H.P. Lovecraft. De Roux riuscìa presentare criticamente al grande pubblico autori del calibro di Borges, Gombrowicz, Solženicyn, Koestler e movimenti come la beat generation. Fu anche giornalista e inviato speciale in Angola e Mozambico. Condannato a una morte prematura da una malattia ereditaria, de Roux resta uno dei pochi veri intellettuali liberal europei.