La storia di Khorshid (estratto da Afghanistan Missione Incompiuta)

La storia di Korshid (estratto da Afghanistan Missione Incompiuta) from Nico Piro on Vimeo.

L’attore Mario Spallino legge un brano di “Afghanistan Missione Incompiuta” durante la presentazione di Livorno del 26/11/2016

Qui di seguito parte del brano:

“La piccola Khorshid arriva sparata, frena la tavola con un piede e sorridente si siede su uno scatolone per la nostra intervista. Avrà forse dieci, dodici anni. Il caschetto a scodella è troppo grande per la sua testa: le pende da un lato e lei se lo aggiusta facendolo cadere dall’altro. È una battaglia persa!
“Mi piace questo sport! È bello! È diverso! Sono felice di essere qui con la mia sorellina”.
La sua parlantina sembra veloce quanto il suo pensiero: è entusiasta, sorride tutto il tempo. L’enorme figura di Mario, il “gigante” sardo, dietro la piccola telecamera sembra metterle addosso altro buon umore. Lo skateboard è uno sport come dice la bimba “diverso”, è cioè talmente nuovo in Afghanistan che non ha subito etichettature di sorta, non è uno sport “per maschi” nè uno “per femmine”. La geniale intuizione di Oliver è tutta qui: lo
skateboard non è stato usato come simbolo di una cultura straniera ed esotica da importare nel Paese, è stato invece usato per la sua “neutralità” come strumento per entrare in contatto con i più giovani, senza distinzioni di classe sociale, e avviare programmi di sport, istruzione e conoscenze pratiche.
Poco meno di tre anni dopo quell’intervista, Khorshid verrà dilaniata e uccisa dall’esplosione dell’8 settembre 2012. Con lei, restano a terra altri tre skater Mohammed, Parwana e il più grande Nawab. Parwana era la sorellina di cui mi parlava nell’intervista, aveva solo otto anni.”

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