coperitna di DOTTORI FUTURISTA
a cura di Massimo Duranti

DOTTORI FUTURISTA

Sei opere «riscoperte» degli anni romani

uscita dicembre 2012

formato brossura – 14 x 21,5
ISBN 9788897012542


prezzo € 14.00

Esaurito

Un prezioso catalogo della mostra Dottori futurista. Sei opere «riscoperte» degli anni romani, ospitata dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale (7 dicembre 2012-20 gennaio 2013). Sei opere fra inedite e «riscoperte» del noto futurista e maestro dell’aeropittura Gerardo Dottori, per lo più realizzate nel periodo della sua lunga permanenza romana. Di un’opera in particolare, Incendio nella città, realizzata alla fine degli anni Venti, non si conosceva l’esistenza fino al suo recente ritrovamento. Riscoperto a Roma circa due anni fa il Motociclista, dipinto a olio nel 1914 e con dedica a Marinetti, a riprova della partecipazione di Dottori alla prima stagione futurista. Ritrovamento eccellente, anche se meno recente, è quello della prima versione della parte centrale del Trittico della velocità che, dopo le prime mostre, l’artista sostituì con una nuova versione. Infine, si segnala il Bozzetto per la decorazione dell’Idroscalo di Ostia, realizzato con la tecnica dell’idromatita e ritrovato in un deposito in Francia negli anni Ottanta insieme ad altri capolavori futuristi, testimonianza del ciclo pittorico andato distrutto. Il catalogo, interamente a colori, è corredato da rarissime parolibere e altri documenti originali, come epistole, immagini fotografiche d’epoca, giornali, riviste, cataloghi, tutti appartenenti
all’Archivio Dottori.

GERARDO DOTTORI
(Perugia, 1884-1977)

Accanto a Filippo Tommaso Marinetti, del quale è stato di fatto il portavoce, è stato un personaggio centrale della seconda stagione futurista a Roma – dove abitò dal 1926 al 1939. Dalla metà degli anni Venti fu il protagonista più accreditato dell’aeropittura, e poi dell’arte sacra futurista. Fu inoltre critico di «L’Impero», di «Oggi e Domani» e di molti altri periodici. Futurista dal 1912, organizzatore di una serata futurista a Perugia con Marinetti nel 1914, autore di «parolibere» pubblicate durante la prima guerra mondiale, Dottori dovette attendere la fine del conflitto mondiale per esordire a livello nazionale. Nel 1920 tenne la sua prima personale a Roma da Bragaglia, culla dei futuristi, presentato da Marinetti. La stampa nazionale lo indicò come il più significativo futurista della nuova generazione. Fedele al Futurismo fino alla fine della sua lunga e coerente carriera, dimostrò in più occasioni e in maniera eclatante anche la sua autonomia. Fu infatti l’unico futurista ad essere invitato alla Seconda Biennale Romana, del 1923 (quando i futuristi non erano ancora ammessi alla Biennale di Venezia) e, nonostante la contrarietà espressa da Marinetti e Balla, partecipò nel 1924 al concorso di ammissione alla manifestazione veneziana, che vinse con una grande aeropittura, risultando così il primo futurista presente alla Biennale veneziana.

Esaurito

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