coperitna di Le vendemmie di Rashì
Sylvie Weil

Le vendemmie di Rashì


Traduzione di Claude Cazalé Bérard
uscita giugno 2015
pagine 256
formato brossura – 14 x 21,5
ISBN 9788897012955


prezzo € 16,50

Esaurito

«Nella prosa di Sylvie Weil convivono armoniosamente molti generi letterari. Chi ha amato quella straordinario «libro di famiglia» che è Casa Weil sa bene quante risorse narrative la scrittrice sappia ricavare dalla memoria, intesa non come una semplice galleria di fatti ma come un dialogo perpetuo con le ombre di chi ci è caro. Non fa eccezione Le vendemmie di Rashì, che è tutto tranne che un romanzo storico come lo si intendeva una volta. La sapienza di Rashì è come una luce che dalla Francia dell’XI secolo si riverbera nella New York del XXI, intrecciando destini e seminando illuminazioni. Questo è il passato per Sylvie Weil, che si tratti della sua famiglia o di una grande stagione del pensiero ebraico: qualcosa che rimane vivo solo nella misura in cui chi lo racconta vive la sua vita». Emanuele Trevi

RABBI SHLOMO YTZHAKI, denominato Rashi unendo le iniziali del suo nome, studioso della Torà e del Talmud, creò intorno al 1100 una scuola rabbinica illustre, con molti discendenti e discepoli. Sylvie Weil offre un’immaginaria rievocazione di quei tempi, che sono anche quelli oscuri delle persecuzioni e dei massacri contro le comunità ebraiche, in coincidenza con le prime crociate.
Savio e pragmatico, indulgente e rigoroso, l’umanissimo Rabbi Shlomo volle rendere accessibile a tutti la Legge dei Padri, dando prova nei suoi commenti di una straordinaria apertura di spirito, tant’è che rimane tuttora pertinente la domanda degli studiosi: «Che cosa dice Rashì?» Si dedicò alacremente alla coltura della vite e, contravvenendo agli usi vigenti della sua epoca, assicurò alle sue figlie un’istruzione completa.

Esaurito

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