coperitna di Nero Toscano
Anna Luisa Pignatelli

Nero Toscano


uscita Dicembre 2013
pagine 220
formato brossura – 14 x 21,5 - bandelle
ISBN 9788897012511


prezzo € 15.00

Esaurito

«Una metafora di quello che dovrebbe essere, oggi, il dovere di ognuno di farsi contadino in quel modo». Vincenzo Consolo

Le pulsioni arcaiche dell’intolleranza dell’egoismo sono le forze che muovono i personaggi di queste due storie. Con la sua prosa nitida l’autrice scava nella Toscana più celebrata, tra quelle «crete» senesi che, spogliate da ogni connotazione idilliaca, diventano teatro di vicende aspre, di sopraffazioni e di violenze.

«Buio» è il soprannome di un uomo dal carattere ombroso e solitario. Originario del Sud e trapiantato in Toscana, isolato dal resto della comunità, ha con la natura che lo circonda un rapporto dedito e profondo. Agli occhi degli altri è un corpo estraneo, colpevole persino di proteggere una lupa, l’animale al quale tutto il paese dà la caccia.
Per questo verrà minacciato, spiato e braccato fino alle estreme conseguenze.

Rubina, la «duchessa diventata», parvenue animata dell’arrivismo più spietato, ha facile gioco invece tra gli ultimi rappresentanti dei Lancia di Resta, nobiltà decrepita e ormai svuotata di senso. Nel conflitto distruttivo che anche questa volta ne nascerà, saranno come sempre i più deboli e i più disarmati a soccombere.

«Buio è un contadino che lotta contro gli uomini e sfoga sugli animali il suo bisogno insaziabile di comprensione. Troppo
diverso, troppo solitario, la natura finisce con l’essere per lui lo specchio dei suoi tormenti. La fine di Buio è un bel momento di letteratura, discreto, nitido, forte ». René de Ceccatty, Le Monde.

«Un testo insolito, in contrasto con tutto quello che si può leggere oggi ». Thierry Clermont, Le Figaro.

« Buio ama profondamente la terra. Non gli sarà perdonato di aver preferito la compagnia degli animali a quella degli uomini ». Monique Baccelli, La Quinzaine Littéraire.

«[…] analisi del funzionamento degli egoismi comunitari ancestrali, dell’intolleranza arcaica, dell’incapacità ottusa e sorniona di comprendere e integrare le differenze». Vasco Graça Moura, Jornal de Letras e Artes.

Esaurito

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