coperitna di Non ci lasceremo mai
Federica Tuzi

Non ci lasceremo mai


uscita gennaio 2011
pagine 320
formato brossura – 14 x 21,5 - bandelle
ISBN 9788897012016


prezzo € 17

Esaurito

Romanzo Vincitore del Premio John Fante Opera Prima 2011

Stanca di rispondere alla domanda «sei maschio o femmina?» che la perseguita da quando è una bambina, Alessandra, brava a scuola ma adolescente in guerra con la famiglia, la società e il proprio corpo, prende la decisione di cambiare sesso e si avventura così nel mondo dei trans, degli ormoni e delle falloplastiche. In testa ha un solo modello: Japhy, l’eroe de I vagabondi del dharma. Nel frattempo si innamora – ricambiata – di una sedicenne «open minded», grazie alla quale capisce che non desidera affatto diventare un uomo. Ma i genitori della ragazza ostacolano violentemente la loro storia e Alessandra non trova altra soluzione che andarsene: in un viaggio on the road negli Stati Uniti incontrerà altre lesbiche, altre esperienze, stili di vita alternativi, e alla fine anche se stessa. Sorretto da un’ironia lieve e sincera, questo romanzo di formazione ha un sapore picaresco e il ritmo di un racconto sincero reso tutto d’un fiato. Mescolando con grazia elementi disparati – dalle butch di New York alla new age californiana – la narrazione coinvolge e sorprende pagina dopo pagina, rendendo Alessandra un personaggio che è impossibile non amare.

«Un esordio italiano di insolita felicità…divertente e commovente come una di quelle commedie americane in cui ci rifugiamo quando la vita ci sembra troppo spaventosa». Elena Stancanelli, La Repubblica

«Non ci lasceremo mai di Federica Tuzi, ovvero la libertà di cercare se stessi, vero, ironico, spassoso». Mirella Appiotti, Tuttolibri

«Federica Tuzi (filmaker, sceneggiatrice, scultrice) con la penna sa dar voce al diritto di essere quello che ci pare, senza sensi di colpa». Carlotta Vissani, RollingStone

«Il libro riflette sulla possibilità di farcela quando tutto sembra andare a rotoli». Nòva- Il sole 24 ore


Estratto dal testo:

«Stai cercando di dirmi che sei andato in giro a proclamare che Gesù Cristo in realtà era un viaggiatore della psiche e che san Pietro era il fungo su cui voleva fondare la sua chiesa?»

«Certo, è per questo che mi hanno scomunicato. Pensa che nemmeno Tom riusciva a crederci, eppure avevamo lavorato insieme per tutto quel tempo e il suo contributo filologico era stato fondamentale. Ma quel bacchettone non si era mai fatto neanche una canna e quello che scoprivamo era troppo assurdo per i suoi parametri accademici, così si limitava a fornirmi delle schede linguistiche comparative e io ci inserivo alcuni termini chiave: è stato così che ho dimostrato che alla base di ogni religione c’era l’uso consapevole di sostanze psichedeliche».

Avrei voluto credergli, ma non riuscivo a non pensare che tutta quella storia fosse una presa in giro. O, peggio, poteva essere l’effetto di tutta l’erba che si era fumato e di tutti i funghetti che aveva ingerito. Qualcuno mi aveva detto che le droghe bruciavano le cellule del cervello e che i neuroni erano gli unici a non ricrescere più: forse Michael aveva dato fuori di testa e per questo Peggy non voleva che me ne parlasse.

«Ma tu ci credi davvero in tutto quello che mi stai raccontando?»

«Ragazza mia, solo chi non l’ha provato può continuare a non crederci. Basta che ti fai un trip e capisci che Dio è dentro di te e ti parla. Prova a pensare ai funghi come a una specie di telefono per parlare con Lui, solo che invece di essere collegati con l’esterno sono collegati con l’interno…»

Esaurito

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